venerdì 27 novembre 2015

OMELIA - 1A AVVENTO ANNO C : VEGLIAMO E PREGHIAMO NELL'ATTESA DEL REDENTORE


OMELIA - 1A AVVENTO ANNO C

padre Antonio Rungi

VEGLIAMO E PREGHIAMO NELL'ATTESA DEL REDENTORE

Inizia oggi il nuovo anno liturgico 2015/ 2016 e parimenti la preparazione al Santo Natale del 2015. La prima domenica di Avvento, infatti, costituisce il progetto iniziale di un cammino spirituale che intendiamo fare in questo anno che è speciale per il motivo ben noto della celebrazione del Giubileo della misericordia, indetto da papa Francesco e che inizierà martedì, 8 dicembre 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016. 

La parola di Dio di questa prima domenica di Avvento viene in nostro aiuto e soccorso per indirizzare il cammino di questo tempo forte dell'anno liturgico ed il cammino giubilare, L'uno e l'altro cammino si pongono sulle orme di Cristo, il Messia, di Giovanni Battista, il Precursore e di Maria, la Madre purissima di Cristo, nostro salvatore. La seconda lettura di oggi ci offre l'incipit per questo itinerario di fede che vogliamo sinceramente svolgere, anche in quell'ottica del giubileo inteso come pellegrinaggio interiore di ogni autentico uomo che cerca Dio con la sincerità del proprio cura. 

Il cammino dell'Avvento e quello Giubilare richiede la presa di coscienza di ciò che è urgente fare per la nostra persona conversione e purificazione. Le regole del vangelo sono regole che aprono il cuore di ogni credente alla misericordia e al perdono. Cristo che si incarna nel grembo verginale di Maria è il Figlio di Dio e il Redentore dell'umanità. Il nome del Redentore è "Misericordia". Gesù, infatti, è il volto della misericordia del Padre. Con questo spirito vogliamo iniziare a prepararci a Natale 2015 e al Giubileo, fissando, fin d'ora, il nostro sguardo sul volto luminoso di Gesù Bambino e sul volto dolcissimo della Vergine Maria e del volto purissimo di San Giuseppe. 

Lo stesso profeta Geremia nella prima lettura di questa domenica di Avvento ci invita a riflettere sul tema della venuta del Salvatore che noi, annualmente, ricordiamo, nella liturgia, con la solennità del santo Natale del 25 dicembre: "Ecco, verranno giorni - oràcolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia". Nell'accogliere questo grido di speranza, quello suono del corno della pace e della giustizia, ci guardiamo intorno a noi e scorgiamo quanto sia urgente, nel nostro tempo, tradurre l'annuncio della venuta del Signore in un'era di pace e di riconciliazione per tutta l'umanità Le tante afflizioni di questi ultimi mesi non ci lasciano sereni e tranquilli e come cristiani vogliamo davvero impegnarci su serio nel tradurre le parole in comportamenti e opere di bene, che poi sono indicate nelle opere di misericordia corporale e spirituale.

Il forte monito che ci viene dal Vangelo di questa domenica, che parla del giudizio universale e della preparazione personale ed ecclesiale ad esso, ci chiede di essenziali cose da fare e farle davvero e seriamente: la preghiera e la vigilanza cristiana, al fine di evitare ogni forma di dissipazione e di distrazione dalle cose che non sono indirizzare verso la vita eterna. In Vangelo, infatti, ci rammenta di stare attenti a noi stessi, a che i nostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non ci piombi addosso all'improvviso; per cui, dobbiamo vegliare in ogni momento pregando, perché troviamo la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al tribunale di Dio.
Lavorare seriamente e convintamente per non lasciare spazio alle forze del male che seminano terrore, morte, paura quando nella vita viene a mancare una visione di fede e di speranza in Colui che è venuto a salvarci e a non a condannarci, è venuto per servire e non per essere servito. 
Vogliamo cantare e gridare con gioia quello che ci viene ricordato nel Salmo responsoriale di questa prima domenica di penitenza e di conversione per tutti noi: "Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza. Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via. Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti. Il Signore si confida con chi lo teme: gli fa conoscere la sua alleanza" (Sal 24).

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