mercoledì 16 maggio 2018

BATTESIMO E VITA CRISTIANA (Jubilee 2000)


BATTESIMO E VITA CRISTIANA (Jubilee 2000)

Jean Evenou

Nella Lettera apostolica in preparazione al Giubileo, il Santo Padre richiama che, per quest'anno, «l'impegno di attualizzazione sacramentale (...) potrà far leva sulla riscoperta del Battesimo come fondamento dell'esistenza cristiana, secondo la parola dell'Apostolo: "Quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo" (Gal 3,27)» (TMA, n. 41).
Non avremo mai finito di scoprire il valore del Battesimo e la sua importanza per la nostra vita personale. L'intera esistenza di ciascun fedele «ha lo scopo di portarlo a conoscere la radicale novità cristiana che deriva dal Battesimo, sacramento della fede, perché possa viverne gli impegni secondo la vocazione ricevuta da Dio» (Giovanni Paolo II, Esort. ap. Christifideles laici, n. 10). L'anno in corso, dedicato a conoscere meglio la persona e il mistero di Gesù Cristo, Figlio di Dio, è parimenti un tempo favorevole, in vista del prossimo Giubileo, per riscoprire il Battesimo, ossia per prendere coscienza della nostra dignità di cristiani secondo l'ammonimento del papa san Leone Magno: «Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricordati che, strappato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo!... Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo» (Discorso per il Natale, 1, 3).
«Con il santo Battesimo diventiamo figli di Dio nell'Unigenito suo Figlio, Cristo Gesù. Uscendo dalle acque del sacro fonte, ogni cristiano riascolta la voce che un giorno si è udita sulle rive del fiume Giordano: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Lc 3,22), e capisce che è stato associato al Figlio prediletto, diventando figlio di adozione (cf. Gal 4,4-7) e fratello di Cristo. Si compie così nella storia di ciascuno l'eterno disegno del Padre: "quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli" (Rm 8,29)» (Christifideles laici, 11).
Le messe dell'ottava di Pasqua, i prefazi del Tempo pasquale, non cessano di ricordare la grandezza del sacramento del Battesimo e gli impegni che esso comporta: «Concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede» (lunedì fra l'ottava); «Il Signore li ha dissetati con l'acqua della sapienza; li fortificherà e li proteggerà per sempre, darà loro una gloria eterna» (martedì fra l'ottava); «concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del Battesimo e animati dall'unica fede, esprimano nelle opere l'unico amore» (giovedì fra l'ottava); «coloro che sono rinati nel Battesimo ricevano la veste candida della vita immortale» (sabato fra l'ottava); «Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. Per mezzo di lui rinascono a vita nuova i figli della luce» (prefazio II); «In lui, vincitore del peccato e della morte, l'universo risorge e si rinnova, e l'uomo ritorna alle sorgenti della vita» (prefazio IV); «Dio (...) accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti» (II domenica di Pasqua).
«Rigenerati come "figli nel Figlio", i battezzati sono inscindibilmente "membra di Cristo e membri della Chiesa" (...). Mediante il sacramento Gesù unisce il battezzato alla sua morte per unirlo alla sua risurrezione (cf. Rm 6,3-5), lo spoglia dell'"uomo vecchio" e lo riveste dell'"uomo nuovo", ossia di Se stesso (...). Ne risulta che "noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo" (Rm 12,5)» (Christifideles laici, 12).
L'affermazione di san Paolo: «quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo» (Gal 3,27), è divenuta un canto battesimale in Occidente (Ordo Baptismi parvulorum, 67), come tradizionalmente lo è in Oriente ed appare come antifona alla comunione nel sabato fra l'ottava di Pasqua.
Nel tempo presente, le diverse confessioni cristiane hanno ripreso coscienza che, nonostante le divisioni, il Battesimo è il punto d'incontro per tutti i credenti in Cristo. «Il Battesimo costituisce il fondamento della comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono ancora nella piena comunione con la Chiesa cattolica» (CCC, n. 1271). Poiché il Battesimo ci rende membra del Corpo di Cristo e Cristo non può essere diviso (cf 1Cor 1,13), esso fonda anche la speranza dell'unità visibile dei cristiani, secondo il desiderio stesso di Cristo: "tutti siano una cosa sola" (Gv 17,21). Lo ribadisce il Santo Padre: «Proprio sotto il profilo ecumenico, questo sarà un anno molto importante per volgere insieme lo sguardo a Cristo unico Signore, nell'impegno di diventare in Lui una cosa sola, secondo la sua preghiera al Padre» (TMA, n. 41).
L'unzione con il crisma sul capo dei neobattezzati è accompagnata da una dichiarazione che mostra come il Battesimo sia a fondamento dell'essere cristiano: «Dio (...) vi ha liberato dal peccato e vi ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, unendovi al suo popolo; egli stesso vi consacra con il crisma di salvezza, perché inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta, siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna». Col Battesimo tutta l'esistenza è chiamata a divenire una testimonianza viva.
Incorporati a Cristo, i battezzati sono uniti a Lui e al suo sacrificio mediante l'offerta di sé e della loro vita. «Tutte le loro opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e persino le molestie della vita se sono sopportate con pazienza, diventano sacrifici spirituali graditi a Dio per Gesù Cristo» (Lumen Gentium, n. 34).
Costituiti nello Spirito testimoni di Cristo Risolto, "il grande profeta" (Lc 7,16), i cristiani sono «chiamati a far risplendere la novità e la forza del Vangelo nella loro vita quotidiana, familiare e sociale, come pure ad esprimere, con pazienza e coraggio, nelle contraddizioni dell'epoca presente la loro speranza nella gloria» (Christifideles laici, 14).
Chiamati dal Cristo, Re dell'universo, al servizio del regno di Dio, i battezzati vivono la regalità cristiana, mediante il combattimento spirituale, per vincere in se stessi il regno del peccato (cf ibid.), combattimento incessante che mette in atto la rinuncia a Satana fatta immediatamente prima del Battesimo. Essi sono ugualmente chiamati a ridonare alla creazione tutto il suo valore originale, ad orientarla, con ogni attività umana, alla signoria del Cristo Risorto, che attira a sè ogni cosa.
"Riconosci, cristiano, la tua dignità". Ogni anno, nella notte pasquale, i cristiani sono invitati a far memoria del Battesimo. E' come un grande anniversario collettivo del Sacramento ricevuto un giorno, neonati o adulti. E' l'occasione di fare memoria di un evento personale che ha segnato per sempre l'esistenza. E' l'occasione anche per far rivivere più intensamente l'impegno contratto quel giorno e aggiornare la linfa ricevuta dalla vera vite (cf. Gv 15,5). Anche l'aspersione domenicale, all'inizio della messa, è compiuta in ricordo del Battesimo ricevuto e della promessa del Signore: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati» (Ez 36,25). Ed ogni volta che facciamo il segno della croce con l'acqua benedetta, ritorna alla nostra memoria di cristiani il ricordo del Battesimo. «La vocazione alla santità affonda sue radici nel Battesimo e viene riproposta dagli altri Sacramenti, principalmente dall'Eucaristia: rivestiti di Gesù Cristo e abbeverati dal suo Spirito, i cristiani sono "santi" e sono, perciò, abilitati e impegnati a manifestare la santità del loro essere nella santità di tutto il loro operare» (Christifideles laici, 16).
«La vita secondo lo Spirito (...) suscita ed esige da tutti e da ciascun battezzato la sequela e l'imitazione di Gesù Cristo, nell'accoglienza delle sue Beatitudini, nell'ascolto e nella meditazione della Parola di Dio, nella consapevole e attiva partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, nella preghiera individuale, familiare e comunitaria, nella fame e nella sete di giustizia, nella pratica del comandamento dell'amore in tutte le circostanze della vita e nel servizio ai fratelli, specialmente se piccoli, poveri e sofferenti» (ibid.).
«Riconosci, cristiano, la tua dignità».

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